I Fumetti della Resistenza

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16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

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Indice
Giornali della Resistenza
Idee forza in una grande guerra di popolo
Il problema del potere
La politica e i partiti
La corruzione e il Risorgimento morale
Le donne: si apre un'epoca nuova
Altri argomenti di riflessione
Indice alfabetico dei periodici clandestini della Resistenza Italiana
Indice cronologico dei periodici clandestini
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Altri argomenti di riflessione

Risanare il giornalismo

Il progresso, organo del partito progressista italiano, 22 luglio 1944, dedica ampio rilievo al giornalismo italiano richiamando un ordine del giorno del Partito progressista riguardante
l'epurazione e il risanamento della stampa italiana nonché il "fermo" di tutti i giornalisti iscritti all'albo professionale. Dopo aver ricordato "a qual punto di vergognoso ed umiliante servilismo e sistematico mendacio sia stata ridotta la stampa italiana in vent'anni di fascismo" si riafferma una questione di principio: "pur ammettendo che nell'elenco dei giornalisti iscritti all'albo professionale si possano leggere molti nomi di gente che dovettero vendere la loro penna per assicurarsi il metaforico pezzo di pane, si deve .riaffermare che tutti sono colpevoli d'essersi venduti al fascismo e di aver fatto della loro penna e del loro fosforo un veleno da iniettare, a dosi quotidiane od ebdomadarie, nelle carni del popolo italiano". Dopo aver ricordato che dopo il 26 luglio molti giornalisti non esitarono a "voltare gabbana" il giornale si chiede: "Chi mai potrà più dare un'oncia di credito, una parvenza di fiducia morale a codesti giornalisti che hanno issato sul più alto fastigio del loro ideale la bandiera del tornaconto immediato e della continuità dello stipendio?"


Il problema degli artisti
La Libertà (Risorgimento liberale), organo del partito liberale, gennaio 1945: "Il famoso 25 luglio tutti tirarono un sospiro di soddisfazione pensando che finalmente si sarebbe
tornati a scrivere, a dipingere, a scolpire come detta fantasia e non secondo il foglio d'ordini del partito. Non tutti a dire il vero, ché appunto v'erano i compromessi: quelli che dal regime avevano avuto onori e prebende, prostituendo il loro pensiero e la loro arte, scrivendo romanzi fascisti o dipingendo le gesta fasciste o ornando i molti palazzi del governo di bassorilievi con fasci, duci in tutti i formati e madri prolifiche. Tutta gente questa che per la maggior parte sarà bene eliminare dalla pubblica vita lasciando beninteso loro la possibilità di continuare l'esercizio dell'arte, ma senza nominarli artisti per antonomasia, e così, trattandosi per lo più di minori, verranno nuovamente assorbiti dal gran mare della mediocrità.
Sarà opportuno rivedere tutti gli albi degli insegnanti delle scuole regie o pareggiate dove appunto si insegna l'arte e allora si avrà la sorpresa di trovare numerosissimi insegnanti
nominati senza aver concorso che insegnavano senza avere allievi".


L'educazione
Scuola e Resistenza, numero unico del Comitato di liberazione nazionale della scuola: "Nell'Italia risorta l'educazione sarà il fondamento, l'elemento rinnovatore; l'insegnante come il giudice rivestirà una missione augusta: perché l'educazione forma l'uomo vero ed eleva il popolo; essa èunica condizione di libertà e d'uguaglianza e di progresso. Perché il fascismo è fenomeno di corruzione, di stasi, di reazione ma è pure risultato d'ignoranza sociale etica politica. E' quindi dovere imprescindibile di tutti gli insegnanti di operare ei di collaborare.
Oggi per l'idea si lotta e si muore".


Dalla lettura di questi giornali si ha la conferma che la lotta di popolo con un esercito dii popolo non impedì il dibattito politico ed il confronto di tesi e di principi.i Quei dibattiti hanno posto le basi, dopo il Referendum, la Repubblica e con la Costituenite, per la Costituzione.
La Costituzione ha raccolto in sintesi le culture cattoliche, laiche, socialiste, liberali che  avevano trovato rappresentanza nei Comitati di liberazione nazionale.
All'indomani della liberazione si sigla con la Costituzione qual patto che unì gli italiani, quel programma politico della Resistenza.
Per difendere la memoria storica dell'epopea Resistenziale siamo impegnati a difendere ii principi ed i valori di umanità, di solidarietà, di tolleranza, di giustizia sociale e di avverisione
alle discriminazioni religiose, razziali, ed a combattere ogni forma di violenza e dii totalitarismo.