I Fumetti della Resistenza

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Prima pagina :: Storia :: Storia nazionale :: Giornali della Resistenza - Le donne: si apre un'epoca nuova
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Giornali della Resistenza
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Le donne: si apre un'epoca nuova
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Le donne: si apre un'epoca nuova

La lotta di liberazione rappresenta un momento di grande presa di coscienza da parte delle donne. La nuova realtà, organo del movimento femminile "Giustizia e libertà", 27 febbraio 1945: "Un'epoca nuova s'apre oggi sotto il segno dell'autonomia e della responsabilità e tutte le donne e gli uomini di buona volontà devono coraggiosamente affrontarla.
Più che mai debbono affrontarla le donne che, private per secoli dell'esercizio di ogni pubblica attività, si trovano oggi di fronte a questo nuovo compito più tecnicamente impreparate
degli uomini, ma al tempo stesso e per questa stessa ragione, libere da preconcetti e da pregiudizi e con tutto il tesoro intatto della loro energia, del loro sentimento della loro iniziativa. Questi mesi di lotta clandestina hanno dimostrato che cosa sono capaci di fare le donne quando l'imperativo politico venga a coincidere con quella che è la loro esigenza sentimentale. Bisognerà impedire che questo slancio entusiastico si esaurisca con la lotta di liberazione. Bisognerà che esso venga perfezionandosi in una sempre più matura coscienza pulitica, guidando la donna ad assumersi responsabilità precise nel compito della ricostruzione. Crediamo fermamente che tale atteggiamento della massa femminile saprà non soltanto far risorgere dalla miseria, dall'avvilimento e dallo scoraggiamento la nostra società, ma saprà anche e soprattutto dar vita e calore ad iniziative, ad organismi ed a riforme essenzialmente femminili, capaci di equilibrare gli istituti e gli organismi finora creati dal cervello e dalla volontà dell'uomo soltanto. E forse questa nuova società, animata da donne e da uomini, guidata da uomini e da donne, darà migliore prova della vecchia società di ieri, indirizzando l'umanità lungo strade migliori".
La compagna, giornale per la donna del partito socialista italiano di unità proletaria, 25 luglio 1944: "La donna che ben conosce il valore di una vita e di una volontà deve rivendicare il suo diritto a contribuire affinché questa vita e questa volontà non siano sacrificate invano, il suo diritto a far intendere la sua parola di protesta e di approvazione, quando sono in gioco interessi non indifferenti che toccano direttamente lei e i suoi cari. Invece molte donne si resero inconsapevolmente corresponsabili di tutti i mali attuali, non solo astenendosi dalla vita pubblica, ma anche inducendo i figli ed i compagni a venire a piccoli, vili compromessi, come l'iscrizione al partito fascista, l'adulazione ai potenti, la rinuncia ad allevare i figli secondo le proprie idee per affidarli alle organizzazioni della Gil o ai preti. Questa corresponsabilità si paga oggi molto cara ed è perciò che deve cessare in avvenire la passività della donna, così dannosa per tutto il complesso della vita sociale. Dobbiamo tener ben presente che l'abuso del potere da parte di singoli è sempre derivato dall'incompetenza e dalla passività della massa. E perchè noi donne dovremmo, astenendoci dall'interessarci alla vita pubblica, rappresentare sempre una forte percentuale della massa incompetente e passiva? E' necessario, dunque, seguire la vita politica e prendervi una parte attiva, anche se non appariscente. Infatti, dire che la donna può e deve avere un ruolo attivo non significa con ciò che ella debba necessariamente assumere delle cariche, per le quali è indispensabile una maturità che ben pochi posseggono. E non significa nemmeno mascherarci, metterei delle divise, seguendo il triste esempio delle donne fasciste. La donna deve prepararsi ad acquistare una vera coscienza politica, ad avere idee proprie e ben definite, a saperle difendere e motivare. A questo scopo chiedete libri e giornali, fatevi spiegare dai compagni i principi del socialismo ed i doveri dell'ora presente. Vi preparerete così a riscuotervi dallo stato di apatia che ha caratterizzato finora la nostra vita sociale ed a portare il vostro contributo alla grande rivoluzione proletaria".