I Fumetti della Resistenza

Copertina
16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

Prima pagina :: Filmografia :: Filmografia ungherese :: Film ungheresi
  • Andràs Kovacs, Giorni freddi, 1966
    Andràs Kovacs, Giorni freddi, 1966Nei giorni 21, 22 e 23 gennaio 1942 la cittadina jugoslava di Ujvidék, oggi Novisad, abitata da serbi e ungheresi, fu teatro dell’eccidio di 3309 civili (soprattutto serbi ed ebrei), perpetrato dall’esercito e dalla gendarmeria ungheresi. Il massacro fu mascherato dagli alti comandi con la necessità di compiere un’operazione contro i partigiani jugoslavi. Dopo la presentazione di questo antefatto, il film ci introduce nella cella dove (siamo nel 1946) quattro persone, tre ufficiali e un soldato, che con diversi compiti parteciparono ai fatti, attendono di essere processati davanti al tribunale del popolo. Ognuno di loro rivive, a suo modo, quei giorni, con lo scopo di minimizzare la sua parte di responsabilità, trincerandosi dietro l’obbligo di obbedire a ordini superiori. Filo conduttore dei racconti è una figura femminile, la moglie del comandante Büky (uno dei quattro accusati), che scompare misteriosamente in quei giorni. Ciascuno dei presenti ebbe occasione di vederla, ma sarà infine il soldato Szabó a rivelare che anche la moglie di Büky fu vittima del massacro. Anzi fu egli stesso a gettarne il corpo dentro il lago ghiacciato. Per questo Büky lo ucciderà.
  • István Szabó, A torto o a ragione, 2001
    István Szabó, A torto o a ragione, 2001Il film narra la controversa vicenda del maestro Wilhelm Furtwängler, soprattutto in relazione al suo essere stato, appunto, a torto o a ragione, il "musicista del Terzo Reich".
    Il direttore d'orchestra deve difendersi dalle accuse di essere stato collaboratore del nazismo: la sua colpevolezza sarebbe infatti simbolicamente molto importante se contestualizzata al clima di denazificazione in atto nell'immediato dopoguerra. Dall'istrutturia americana emerge un Furtwängler che, se da un lato riesce a salvare la vita a molti suoi colleghi ebrei, dall'altro ha rapporti attivi con la società e le autorità in carica nella Germania dell'epoca.
    Szabó, alla fine del film, "assolve" il grande direttore d'orchestra (e contestualmente accusa le metodologie usate dagli americani nei suoi confronti), anche mostrando un filmato d'epoca, nel quale si vede il vero Furtwängler dirigere un concerto alla presenza, tra gli altri, del dottor Goebbels. Al termine dell'esecuzione, il Maestro non risponde al saluto nazista della platea, e, dopo che Goebbles gli ha stretto la mano per complimentarsi, Furtwängler usa il fazzoletto per fare un gesto nel quale è possibile cogliere l'intenzione di "pulirsi" la mano che aveva appena stretto quella di uno dei più tristemente noti protagonisti della Germania nazista.