I Fumetti della Resistenza

Copertina
16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

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Indice
Film italiani
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  • Roberto Rossellini, Roma città aperta, 1945
    Roma città apertaNella Roma occupata dai nazisti, si intrecciano le vicende umane e politiche di alcuni personaggi: la popolana Pina ed il suo uomo, il partigiano Francesco, il comunista Giorgio Manfredi e la sua ex amante, e don Pietro Pellegrini, eroico parroco che si prodiga per i partigiani esercitando la carità cristiana. Si potrebbe male interpretare oggi la pellicola "Roma città aperta", diretta da Roberto Rossellini, tacciandola di populismo oppure di retorica partigiana, e questa mala interpretazione è spesso troppo diffusa. Invero bisogna considerare il ventennio e gli anni della guerra, durante i quali il paese reale veniva descritto fantascientificamente da una retorica di guerra, che badava all'esaltazione della razza superiore tedesca ed alla giustificazione dell'occupazione nazista, da loro intesa come "liberazione", in base a tale asserzione. In contrapposizione a tutto questo, e lo si nota in un dialogo tra il funzionario nazista inquisitore ed un suo "collega", si pone l'eroica resistenza alla tortura, la continua tensione alla lotta delle "razze inferiori", gli italiani, i francesi, che fanno vacillare le convinzioni delle SS.
    Siamo ancora nel 1945, a guerra appena finita, quando Rossellini, con pellicole scadute ed un set di fortuna, gira questo capolavoro del neorealismo italiano. Si ispira alla vera vicenda del parroco Don Luigi Morosini, e si avvale della collaborazione nella sceneggiatura di maestri come Sergio Amidei, Federico Fellini e Celeste Negarville. E' il momento storico a spingere Rossellini a superare le numerose difficoltà contingenti per mettere insieme un'opera che è divenuta immortale negli anni, sebbene all'inizio sia stata accolta freddamente in Italia, per le "troppe concessioni" al melodramma popolare. Eppure già nel 1946, a Cannes, "Roma città aperta" vince la Palma d'Oro, suscitando ammirazione nella critica, che sente di trovarsi di fronte ad un capolavoro epocale. Otto Preminger afferma: "La storia del cinema si divide in due ere, una prima ed una dopo "Roma città aperta"". Rossellini gira un film semplice e lineare, che si nutre dell'esperienza popolare e partigiana, reagendo agli anni dell'insopportabile retorica fascista in maniera commovente. La povertà dei mezzi viene ad essere scavalcata dalla genialità di alcuni degli episodi che sono rimasti celebri nella storia del cinema, come la corsa di Pina verso il camion nel quale si trova Francesco, il suo uomo. Celebri ed ineguagliate rimangono inoltre le interpretazioni di Anna Magnani e di Aldo Fabrizi. Il titolo del film fa riferimento alla designazione che si dava in tempo di guerra alle città che non potevano essere bombardate, per conservare il patrimonio artistico monumentale in esse contenuto.
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  • Alessandro Blasetti, Un giorno nella vita, 1946
    Alessandro Blasetti, Un giorno nella vita, 1946Per sfuggire ai tedeschi, un gruppo di partigiani si rifugia in un convento di suore. Uno di loro, ferito, viene curato. Quando se ne sono andati, sopravviene un reparto della Wehrmacht che per rappresaglia fucila le suore. Ritornano i partigiani, hanno la meglio sui tedeschi, vogliono passare per le armi i superstiti, ma rinunciano. Prodotto dalla Orbis, con l'Universalia una delle due società di produzione cattoliche costituite nel dopoguerra a Roma, sceneggiato come Roma città aperta da una squadra "ciellenistica" (Cesare Zavattini a sinistra, Diego Fabbri cattolico, A. Blasetti ex fascista, Majano e Mario Chiari liberali laici), ha poco o nulla da spartire col cinema neorealista nelle forme e nei contenuti. E un melodramma psicologico risolto in un generico e metastorico appello contro ogni violenza.
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  • Roberto Rossellini, Paisà, 1946
    Roberto Rossellini, Paisà, 1946I episodio - Sicilia
    Luglio 1943: le forze anglo-americane approdano in Sicilia per iniziare la conquista dell'isola. Un gruppo di militari americani, impegnato a setacciare un'impervia zona in cerca nel nemico tedesco, giunge sino ad una chiesa dove sono rifugiate decine di abitanti al riparo dai bombardamenti. Fra questi, una ragazza in cerca dei parenti, Carmela (Carmela Sazio), si offre in aiuto del plotone per guidarli in direzione dei tedeschi evitando i campi minati. Direttisi verso nord, trovano un castello incustodito e vi si stabiliscono. Qualche ora dopo giungono però dei soldati tedeschi che prima uccidono un soldato americano, quindi s'impossessano del castello ed infine trovano Carmela. Prima che questi possano abusare di lei, la ragazza imbraccia il fucile del soldato colpito ed uccide uno di loro: la stessa sorte capiterà poco dopo a lei, vittima della vendetta degli altri commilitoni.
    II episodio - Napoli
    Uno scugnizzo fa la conoscenza di un militare di colore americano, Joe (Dots Johnson). Dopo avergli raccontanto i propri sogni di gloria una volta tornato a casa, il soldato s'addormenta ed il ragazzo ne approfitta per rubargli le scarpe. Qualche giorno dopo il milite ritrova per caso il piccolo ladro e lo costringe ad accompagnarlo nella sua casa per riprendere il maltolto. Qui, però, l'americano fa i conti con le impressionanti immagini della miseria in cui vive il giovane orfano e si convince a desistere dal suo intento.
    III episodio - Roma
    Febbraio-marzo 1944: lo sbarco alleato ad Anzio provoca l'inizio della ritirata tedesca dall'Italia centrale ma è solo in giugno che gli anglo-americani accedono alla capitale totalmente liberata. Sei mesi dopo, per le strade di Roma, una prostituta (Maria Michi) adesca un soldato americano ubriaco di nome Fred (Gar Moore) e lo porta con sè nella propria stanza. Qui, l'uomo inizia a raccontare del proprio incontro con una ragazza italiana, Francesca, avvenuto il giorno dell'arrivo alleato a Roma. La prostituta realizza di essere proprio lei la ragazza incontrata mesi prima e poi perduta di vista, nella disperazione causata dalla guerra. Nonostante cerchi di rivederlo il giorno successivo per rivelarsi come "quella" Francesca, il soldato Fred riparte senza presentarsi all'appuntamento, ignorando così per sempre la vera identità di quell'anonima donna di strada.
    IV episodio - Firenze
    La ritirata dei nazi-fascisti prosegue risalendo la penisola, prima attraverso il Lazio, poi l'Umbria, quindi la Toscana, dove gli alleati liberano la parte di Firenze a sud dell'Arno. Fondamentale è il contributo dato dai partigiani nella lotta casa per casa. È proprio fra questi che la giovane infermiera inglese Harriet, in servizio in quelle zone, cerca disperatamente l'uomo che ama e che ha perso di vista: Guido Lombardi, capo partigiano. La ragazza cerca così di entrare nella Firenze sotto assedio per ritrovarlo, con l'aiuto dei partigiani e di un uomo in cerca della sua famiglia dispersa. L'avventura di Harriet termina però nel modo più doloroso, quando viene a sapere della morte di Guido da un suo compagno partigiano.
    V episodio - Emilia-Romagna
    L'avanzata anglo-americana deve fare i conti con la linea Gotica. In quelle zone, in un piccolo convento sull'Appennino emiliano, avviene l'incontro tra una comunità di frati francescani e tre cappellani militari americani. Un motivo di turbamento che sconvolge l'armonia e la pace del posto si ha quando uno dei frati scopre la fede protestante ed ebraica di due dei cappellani, considerati per ciò anime perdute per le quali invocare la conversione al Cattolicesimo.
    VI episodio - Polesine
    Inverno del 1944: oltre la linea Gotica, lungo la foce del Po, la lotta vede in primo piano i partigiani insieme a truppe di paracadutisti americani. Nella dura battaglia combattuta fra le paludi del Polesine, non mancano le violente rappresaglie dei nazi-fascisti, anche sui civili inermi e sugli stessi eroi partigiani. Saranno le ultime barbarie di una tragica guerra che si appresta ad aver fine di lì a pochi mesi più tardi.